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Merione
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mwbqMerione (mwbgin greco antico Μηριόνηςmwbw?) è un personaggio della mwcamitologia greca.
Figlio di mwcgMolo e di Melficite-ref-1[1] o Evippe, era un principe cretese. Secondo una delle interpretazioni il suo nome rimanderebbe alla tradizione iniziatica della mwdwpederastia cretese (Merione verrebbe pertanto qui inteso come un derivato di mweaMeros-cosce, riferendosi al mweqsesso intercrurale)cite-ref-2[2].
Contents
• Vittime
• Note
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Mitologia
Molo era nipote di mwgqIdomeneo. Come altri eroi della mwggmitologia, Merione si riteneva un diretto discendente degli mwgwdei. Come il nipote di mwhaDeucalione (figlio di mwhqMinosse), Merione dipinse un gallo sul suo scudo, vantandosi di discendere da mwhgHelios e indossò un elmo adornato dalle zanne di un cinghiale. Merione possedeva l'elmo di mwhwAmintore, che lo rubò ad mwiaAutolico. Merione ereditò l'elmo da suo padre Molo e dopo lo diede a mwiqOdisseocite-ref-3[3]. Pare fosse un ottimo ballerino.
Nipote di mwjwIdomeneo, re di mwkaCreta, partì con lo zio durante la mwkqguerra di Troia, come suo mwkgscudiero. Valoroso e impavido, combatté con coraggio sotto le mura della città. Si distinse in varie imprese come abile guerriero. Nella battaglia scatenatasi dopo il duello fra mwkwParide e mwlaMenelao, uccise con un colpo di lancia il giovane troiano mwlqFereclo, il quale aveva costruito la nave che portò Paride a mwlgSparta.
Durante lo scontro presso le navi fu particolarmente valoroso, affrontò mwmaDeifobo in duello rimanendo però disarmato e fu costretto a chiedere aiuto allo zio. Difese quest'ultimo contro mwmqEnea, riuscendo perisino a ferire Deifobo (che venne salvato dal fratello mwmgPolite) e ad uccidere il giovane frigio mwmwAdamante con mwnaArpalione, il figlio del re dei Paflagoni.
Nell'ambito dei giochi in onore di mwngPatroclo, partecipò alla corsa di carri (arrivando quarto e ricevendo due talenti d'oro), al tiro con l'arco (che vinse, ricevendo dieci scuri a doppio taglio) e infine al lancio del giavellotto (che mwnwAchille stesso interruppe dando la vittoria ad mwoaAgamennone di certo superiore all'avversario). Leggende successive, parecchio aberranti, riferiscono che egli cadde per mano di mwoqEttore, il quale lo decapitò mentre tentava di proteggere il corpo di mwogPatroclo, e lasciò il mwowbusto in mostra ai compagni.
È dubbio il racconto del suo ritorno. Si rase al suolo Troia, vi fu appiccato fuoco e Merione fece vela per mwpqCreta e qui finì lietamente i suoi giorni con Idomeneo. Fu sepolto a Cnosso e gli si tributarono culti eroici. Oppure, salpò da Troia e approdò in mwpgSicilia. Qui fu accolto dai coloni cretesi di mwpwEraclea Minoa ed mwqaEngione e visse sino in tarda età, per poi essere a capo di un culto in età storica.
Archeologia
Nella necropoli a nord di Cnosso, risalente all'inizio dell'età del ferro, è stata trovata una tomba (n. 201) che l'archeologo Catling collega a Merione.
Si tratterebbe di un guerriero morto attorno al 1000 a.C. (e quindi ben dopo la guerra di Troia) che però fu seppellito con un arco, una faretra e numerose frecce (le parti in legno e cuoio sono, ovviamente, scomparse, ma non le decorazioni e le parti metalliche), un elmo con zanne di cinghiale (quasi sicuramente il più recente reperto di questo tipo), e una spada e un pugnale di ottima qualità (probabilmente di manifattura cipriota, in ferro con elementi decorativi in bronzo). Questo "signore della guerra" ha ricevuto (assieme alla persona seppellita nella tomba 186) una sepoltura decisamente principesca, forse la più ricca dei livelli post-micenei di Cnosso.
L'archeologo Kotsonas, riesaminando il materiale raccolto da Catling, fa notare come arco ed elmo con zanne di cinghiale siano delle rarità nelle tombe aristocratiche dell'Egeo della prima età del ferro; ma sono anche le due armi più caratterizzanti dell'eroe Merione. Ha quindi ipotizzato che il defunto avesse deliberatamente o vissuto o essersi fatto seppellire ispirandosi a Merione: in pratica si tratterebbe di una delle più antiche attestazioni, anche se ipotetiche, della figura mitologica di Merione in un contesto ellenico o protoellenico, precedente però alla composizione dell'Iliade omerica. Merione, dall'analisi testuale dell'Iliade, appare (come Aiace), un personaggio antichissimo inglobato nella narrazione omerica; quindi non è da escludersi che il personaggio che veniva celebrato in questa tomba non avesse, per i suoi contemporanei, alcun legame con il mito omerico e invece fosse riferito ad altri miti, magari specificatamente cretesi, che andarono perduti.cite-ref-4[4]
Vittime
Nel corso dei combattimenti che miravano alla conquista di mwswTroia, Merione abbatté sette guerrieri avversari, sul totale dei 362 troiani morti nel conflitto:
4. mwwqMori, guerriero frigio.
5. mwwwIppotione, guerriero troiano.
6. mwxqLaogono, figlio di Onetore, guerriero troiano.
Note
cite-note-11. ↑ Igino, mwzwFabulae 97.
cite-note-22. ↑ mwawSesto Empirico, mwbaLineamenti di pirronismo, disposizione III 199.
cite-note-33. ↑ mwca(mwcqmwcgEN) mwcwmwdaGolden Age of Heroes, su mwdqtimelessmyths.com.
Bibliografia
Fonti antiche
• mwiaApollodoro, Biblioteca, libro III, 3, 1
• mwjwPausania V, 25, 9
• mwkqPlutarco, mwkgMarc. 20
Traduzione delle fonti
• mwlwRosa Calzecchi Onesti, Omero. Iliade, seconda edizione, Torino, Einaudi, 1990, ISBN 978-88-06-17694-5.
• mwmqMarina Cavalli, Apollodoro, Biblioteca. Testo originale a fronte, Milano, Oscar Mondadori, 2008, ISBN 978-88-04-55637-4.
Voci correlate